Descrizione
Massimo Panicucci & Pino Bertelli
RAVACHOL
il cavallo zoppo della libertà
storie della surrealtà
METAFORICA ED INQUIETANTE GRAPHIC-NOVEL SUL COMPLESSO E CONTROVERSO TEMA DELLA LIBERTA’, LE SUE GARANZIE E I SUOI DIRITTI, CON PROTAGONISTA UN CAVALLO DA TRAINO DESTINATO ALLA MACELLAZIONE DOPO ESSERSI AZZOPPATO.
E’ AMBIENTATA NELL’ ITALIA DELL’IMMEDIATO SECONDO DOPOGUERRA, PRECISAMENTE A PIOMBINO, CHE NON VIENE DIRETTAMENTE NOMINATA NEL TESTO MA AMPIAMENTE MOSTRATA NELLE IMMAGINI DISEGNATE, IN CUI MOLTISSIME VIGNETTE SONO AFFASCINANTI CARTOLINE NEOREALISTE RIFERITE A QUEL SUGGESTIVO ED EFFERVESCENTE MOMENTO STORICO CHE RIEVOCANO MEMORABILI PELLICOLE CINEMATOGRAFICHE DELL’EPOCA COME LADRI DI BICICLETTE E ROVIGO CITTA’ APERTA.
IL TITOLO CELEBRA UNO SCALMANATO ANARCHICO FRANCESE DEL XIX SECOLO (DEL QUALE TUTTAVIA NON V’E’ ALCUN CENNO NELLA STORIA, ANCHE SE SI DA’ PER SCONTATO CHE IL CAVALLO NE PORTI IL SUO NOME) : FRANÇOIS KOENIGSTEIN DETTO RAVACHOL, AUTORE DI SVARIATI ATTENTATI DINAMITARDI MANDATO POI ALLA GHIGLIOTTINA.
In apertura di volume il brano di testo introduttivo : Elogio dell’ambiguità – la mossa del cavallo e il linguaggio trasversale con citazioni, aforismi, nozioni in pillole e proclami anarchici vari
una storia di ribellione ambientata nella Piombino degli anni ’50, raccontata in forma di fumetto con numerose citazioni letterarie, fotografiche e cinematografiche; protagonista del libro, scritto da Pino Bertelli e disegnato da Massimo Panicucci, è Ravachol (dal criminale anarchico francese dell’800), un cavallo che si rivolterà contro il suo destino di morte fino all’ultimo, allegoria della libertà più irriducibile.
Edizioni Anarchismo Catania, Gennaio 1987, cartonato, formato cm 33 x 23,3, 52 pagine + copertina, bianco e nero
CONDIZIONI DEL VOLUME : PIU’ CHE OTTIME
E PENSARE CHE QUALCUNO SI OSTINA ANCORA A SOSTENERE CHE IN ITALIA NON C’E’ LA DEMOCRAZIA, QUANDO PERSINO SOGGETTI GIURIDICI AMBIGUI ED IGNOBILI (ADDIRITTURA SPUDORATAMENTE DENOMINATI “EDIZIONI ANARCHISMO”) POSSONO STAMPARE LIBERAMENTE E DIFFONDERE IMPUNEMENTE PUBBLICAZIONI SOVVERSIVE, INSOLENTI, SCIAGURATE E DISFATTISTE COME QUESTA, CON CONTENUTI PALESEMENTE AL LIMITE DEL VILIPENDIO E SENZ’ALTRO MOLTO OLTRE QUELLI DEL CATTIVO GUSTO